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QUA SI TORNA AL 16%

Antonio Polito oggi sul Riformista parla della discesa in campo di Veltroni al fianco di Franceschini. Il passaggio più significativo è il seguente e prende le mosse dal riconoscimento dell’indubitabile caos (di posizioni e di linea) che regna attualmente all’interno del Partito democratico.

“Di questo caos, l’appello per il voto a Franceschini è una specie di summa. Veltroni – seguendo il solito schema nuovo vs. vecchio – invita infatti a tornare al nuovo, cioè a se stesso, cioè al Lingotto. Ora già l’idea di tornare la nuovo ha qualcosa di paradossale (…) Veltroni precisa che ‘bisogna andare avanti evitando di ripetere di errori compiuti e correggendo radicalmente un modo di essere e di fare che ci ha fatto solo male’. Perfetto: e quali sono – di grazia – gli ‘errori compiuti’? E come – di grazia – vanno corretti? L’idea che l’ex segretario accredita, fin dal giorno delle sue dimissioni e anche prima se è per questo, è che tutto era giusto, tutto fissato con chiarezza al Lingotto, ma poi ‘laceranti e troppo spesso sotterranei scontri interni, un gioco perverso di posizionamenti individuali e di manovre di corrente’, ha reso vana questa grande opera di innovazione. E’ il solito effetto-placebo”.

Pubblicato il 16/6/2009 alle 10.23 nella rubrica Diario.

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