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L'IMPATTO DELL'EMISSIONE DELLO STRONZIO

Ulrich Beck è un intellettuale robusto e spesso non banale. Ma qualche volta ama troppo i paradossi e le provocazioni dialettiche, tanto che tesi condivisibili nelle intenzioni e nelle scenografie diventano comiche e surreali negli sviluppi logici e nei particolari della recitazione. Prendiamo il pezzo che pubblica oggi su Repubblica, “Attaccare la Bastiglia del petrolio”. Chi non è d'accordo con il fatto che – dopo il disastro ambientale provocato dalla BP – occorra ripensare il modello di sviluppo occidentale? E non serve affidarsi alla “gabbia d'acciaio tecnocratica” weberiana (una gabbia che magari i paesi in via di sviluppo non vedrebbero male, e Beck – giustamente – lo riconosce) per intuire che serve una sterzata. La tecnologia, la tanto “evocata capacità innovativa del capitalismo e dell'entusiasmo utopistico dell'arte ingegneristica” (come la definisce Beck non senza una velata ironia), potrebbe aiutare a farla questa sterzata.

Poi però Beck – è un vizio degli intellettuali robusti – deve dare la nocciolina al suo pubblico di scimpanzé orfani di una qualche rivoluzione. E va giù duro di esempi. “Quanta CO² produce uno spazzolino da denti elettrico a differenza di uno spazzolino tradizionale? (...) La mucca, questo killer del clima, produce quotidianamente qualche chilo di gas metano, ossia l'equivalente di quasi un chilogrammo di CO² per litro di latte. Perfino per i divorzi – conclude – si deve rispondere non solo dinanzi a Dio, ma anche dinanzi all'ambiente. Perché? Perché i consumi delle coppie sono in proporzione più sostenibili per l'ambiente dei consumi dei single”.


Beck ha ragione. Ciascuno dovrebbe fare la sua piccola parte: lavarsi i denti con la cenere, abitare in falansteri grandi come paesotti della Turingia e bere il latte prodotto dalle nostre ginocchia.
Ma anche noi amiamo i paradossi e ci piacerebbe che Beck
, invece che accettare di sprecare tanta energia per essere pubblicato su Repubblica, predicasse casa per casa. Senza emissione di CO², ma con il rischio sempre incombente di essere mandato a cagare.

p.s. lo so, lo so. Vedo l'ultima della fila, con la sua borsetta di pelle di caimano a impatto zero, che apostrofa: quando il dito indica la luna lo stolto eccetera eccetera. Ma ci sentiamo anche noi intellettuali robusti dediti alla provocazione dialettica. E poi, in fin dei conti, lo abbiamo detto in apertura che Beck ha ragione.

Pubblicato il 3/7/2010 alle 14.48 nella rubrica Diario.

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