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Una giornata al mare - IL 70ENNE SUCCHIATORE DI ANANAS




Ogni tanto viene in spiaggia un bel tipo, un uomo sulla settantina coi capelli alla Bersani ma molto più virile, con una maschia striscia sale e pepe – per intenderci – che, dopo aver indugiato foltissima nella parte anteriore delle orecchie (ché uno le basette deve avere il fisico per portarle) fa tutto il giro dei padiglioni – due bistecche arrostite dal sole – e guarnisce la base del cranio con una naturalezza disarmante. In testa, nulla di nulla: né cappello, né creme, ma soltanto la consapevolezza dell'uomo brut-fabergè. Proprio stamattina pensavo che Panatta o il frocetto del Denim, quello che asserisce di non dover chiedere mai, manco li vede, lui. Il carrozziere? Può darsi. L'ex marinaio? Perché no. Di uomini così non dirai mai: magari di mestiere fa il surfista. O il logopedista.
Però, quando torna dagli scogli, la canna sotto braccio e i musi annaspanti del pescato nella bisaccia, questo settantenne con due gambe da Salvatore Bagni va là, sotto l'ombrellone dei Bagni Nadia e si stravacca lascivo all'ombra del n. 10 fila 3. E sua moglie, un'orca marina col capello fresco di parrucchiere e un tatuaggio sulla caviglia, apre il contenitore Tupperware e serve il suo uomo. E lui mangia. Non porchetta. E neanche un cosciotto d'agnello. Succhia ananas a tocchi e ciliegie e pezzettini di mango prendendoli su, uno ad uno, con una grazia che non immaginereste e movimenti da tronista rintronato.
Ed è solo allora, nell'istante esatto in cui si gratta la pelata con un seme di cocomero, che capisci che tutto è perduto.

Pubblicato il 7/7/2010 alle 14.24 nella rubrica Diario.

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