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Una giornata al mare – LA COPPIA PROGRESSISTA ALL'EMPORIO BALNEARE



La coppia progressista al supermercato del mare è una roba che vi raccomando. Che già i supermercati nei posti di villeggiatura sono quello che sono. Hanno poche cose: le patatine e le olive taggiasche per gli aperitivi, il pane, il latte, il prosciutto cotto e altri generi di prima necessità quali le creme della Coppertone e l'emmental. Ma loro – il lui e la lei progressisti – non hanno mezze misure: o il contadino con i prodotti tipici e la gigantografia di Carlin Petrini che benedice la stadera (un po’ come la foto di Napolitano appesa nei commissariati dei carabinieri) oppure l’Ipercoop che almeno c’ha tutto, pure il puzzone di Moena. La donna progressista vuole la mozzarella di bufala non campana o – se proprio deve esserlo – pretende, come attestazione dop, un sms da Roberto Saviano. Fa domande lunghissime agli affettatori di salame sulla tracciabilità alimentare, che se sei lì che aspetti al bancone ti vengono – inguainate come sono nel costume bagnato – due palle al sale direttamente da fare al forno. Il lui di coppia progressista è quasi sempre un ragazzotto ben tenuto, cerca il Danacol financo nei market del Gabon e chiede spesso quel taglio di lombata lì e quell'annata di quell'altra cantina là. I figli della coppia progressista, che si nutrirebbero volentieri di fonzies, sono costretti a farsi dei gran minestroni freddi con tutte le verdure che la mamma progressista riesce ad accaparrarsi. I padroni del supermercato del mare, dopo l’arrivo della famiglia progressista, si devono procurare il salmone della Norvegia e una vacca chianina viva da Montepulciano. E prima o poi le maestranze alla cassa mettono un cartello fuori con la scritta NOI STIAMO CON STORACE. Me lo sento.

Pubblicato il 12/8/2010 alle 7.28 nella rubrica Diario.

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