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BUONGIORNO ITALIA BUONGIORNO MARIA

 

A me il lessico di Veltroni piaceva. Un po' di tempo fa, diciamo 25 anni orsono quando avevo - io - 20 anni e a 20 anni succede quello che Guccini ha descritto con raro acume in Eskimo. Però adesso basta. Perchè non puoi continuare a usare il sostantivo "sfarinamento" ogni volta che scrivi a Repubblica o al Corriere della sera: la tettonica vale anche per le palle di chi legge. E' una vita che Veltroni - anche altri in realtà - dice che "quel mondo sta finendo". Lo diceva nell'89 e poi nel 92 e poi ancora alle ultime elezioni politiche che sappiamo come sono andate a finire con quella vocazione maggioritaria ammanettata a Di Pietro. Chè alla fine uno è tentato di dare ragione ai fratelli Righeira: l'estate finisce ma di diventare grandi non se ne parla. E poi cos'è quest'altra mobilitazione?  Dice: per "far vivere nella più piccola come nella più grande piazza italiana l'indignazione e la speranza". Dice: "se Pieve di Soligo o a Mazara del Vallo, in quei luoghi meravigliosi che sono le piazze dei comuni italiani, si ritrovassero, come è possibile, milioni di persone, sarebbe anche il modo più bello eccetera". E' tutto già visto, già sentito. Tanto che non mi sorprenderei di trovare sul palco di Pieve di Soligo Giancarlo Magalli che canta a squarciagola le canzoni di Toto Cutugno.

Pubblicato il 31/1/2011 alle 8.46 nella rubrica Diario.

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