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APARTHEID

"Il problema sollevato da simili dichiarazioni non è però una questione di stile o di sensibilità, ma di sostanza. Il punto è che cosa dobbiamo aspettarci, per esempio, da un capo del governo che usa l’espressione «apartheid» per descrivere la condizione dei precari rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato (che sarebbero quindi equiparati ai segregazionisti del Sudafrica, come fossero stati loro a invocare la pletora di contratti flessibili in cui sono stati “ghettizzati” i giovani)".

Per
Francesco Cundari non si tratterebbe solo di dichiarazioni dal sen fuggite, ma è una questione di sostanza. Sono d'accordo. Faccio solo notare che il ruolo del sindacato andrebbe delineato in maniera più puntuale. Nella sostanza.

Pubblicato il 8/2/2012 alle 7.0 nella rubrica Diario.

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