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LEGA: MARONI E' L'ALLENATORE PER NON RETROCEDERE

"Io sono e resterò il garante dell'unità della Lega". La dichiarazione di Umberto Bossi dopo l'adunata di Bergamo e il discorso di Bobo Maroni mi ha fatto tornare in mente una sottile distinzione concettuale dell'indimenticato Edmondo Berselli.

Ne Il più mancino dei tiri, un libro cult che prende le mosse dalle gesta pedatorie di Mariolino Corso e si occupa con un'ironia anarcoide di un sacco di altre cose (e naturalmente anche di politica), Berselli individua due idee che a tutta prima potrebbero sembrare pressochè identiche, ma che identiche non sono. Sia in politica che nel calcio il concetto di unità è diverso da quello di unitarietà.

"L'unità - scrive Berselli - è un valore primario, un dato di base sfuggendo al quale si commettono ineluttabilmente errori colossali. L'unitarietà invece è un criterio complesso, che mette in moto un intero processo politico (...) implica una volontà superiore di comporre le diversità: è un esito ben più che un punto di partenza". E ancora: "Si sta uniti perchè la si pensa allo stesso modo, si è uguali, si viene da lontano; ma si è unitari quando mille rivoli riescono a confluire in un unico torrente finale".

Ecco, quando Bossi si fa "garante dell'unità della Lega", sottolinea il richiamo a quel "punto di partenza" e incarna quel "valore primario". Lo può fare perchè, oltre a inventarsela, la Lega, ne ha forgiato per molti anni strategie e regole di militanza. Regole nelle quali lo spirito di appartenenza viene declinato in forme più o meno spinte di tribalismo. E nelle tribù o si resta uniti intorno ad un capo carismatico o ci si autodistrugge in faide sanguinose.

Roberto Maroni lo sa e non intende opporsi (ora) ad un'impostazione dalla quale ha tratto beneficio egli stesso in tutti questi anni. La sua scommessa - che verrà giocata subito dopo le amministrative - è però rivoluzionaria: portare la Lega verso un approccio più laico e meno scespiriano e, per usare la terminologia di Edmondo Berselli, dall'unità all'unitarietà, facendo confluire le tante anime del Nord in un partito normale in cui si discute, ci si conta e si decide senza paura di tradire il sangue del Padre.

"Unita - scrive Berselli - può essere talvolta una squadra di media classifica, ma l'Inter di Herrera (...), date retta, è una formazione unitaria". La sfida di Maroni è, se volete, molto meno fascinosa: lui deve salvare la Lega dalla serie B.

Pubblicato il 12/4/2012 alle 22.6 nella rubrica Diario.

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