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AMISCI DEL CANNOCCHIALE (post un po’ lungo da leggere fino in fondo)

L’uscita del secondo inserto cartaceo del Cannocchiale mi piace di più poiché c’è anche un mio post. Questo lo volevo dire per dichiarare subito alcune delle ragioni – forse le più sostanziose – del successo dei blog: l’egocentrismo e la volontà di affermazione. Che poi, nell’accezione positiva, sarebbero libertà di giudizio e individualismo sano.
Detto questo, dichiaro solennemente un’altra cosa: i commenti sull’inserto – compreso questo - sono indicativi del fatto che la maggior parte dei blogger se ne strafotte della blogosfera. Più o meno tutti vogliono un supporto di carta per veder frusciare le proprie idee. Perché vuoi mettere l’odore inebriante dell’inchiostro?
Ringrazio Arsenico per averne isolato alcuni di commenti.
Io proverò a dire qualcosa che non sia stato già detto, prendendo spunto da chi mi ha preceduto e ferma restando la profonda verità espressa da Orfini: chi commenta in fin dei conti sproloquia sul lavoro altrui.

1) AGENDA SETTING O “EFFETTO PECORA”
Gli argomenti portanti di questa edizione – nella prima non ce n’erano – sono: “Mode e sesso nei camerini”, “Amori liquidi”, la svolta di Fini, “Multiplex reloaded”. Dimenticavo l’editoriale dedicato al “pippone” della Guia Soncini.
A Nonsolorossi la cernita è piaciuta, a me un po’ meno.
Vorrei però andare ancora più su nella catena, parlare non della scelta del Cannocchiale (che rispetto proprio perché una scelta) bensì del meccanismo di selezione degli argomenti da parte di chi ha un blog da riempire. E mi chiedo: come mai i diari on line hanno una propensione marginale molto elevata a trattare questioni per osmosi, cioè andando dietro a tre o quattro guru e mammasantissima della rete?
L’originalità di ciò che appare sul Cannocchiale è discreta, ma qualcuno mi sa dire perché si sente il dovere - sul Cannocchiale meno, ma la rete non è soltanto il Cannocchiale - di parlare di Scarpa, della Soncini, di Matrix, del Foglio, di Vanity Fair, dell’Isola dei Famosi, dei libri così e cosà? Lo so, anche io non sono immune da questo “effetto pecora”, ma è preoccupante che uno strumento che dovrebbe essere la quintessenza della libertà espressiva si faccia dettare – appunto – gli impegni da inserire nell’agenda. Non sarà che in giro, nella rete, ci sia più conformismo di quanto non si voglia ammettere? O che il conformismo peggiore sia proprio quello degli anti-conformisti?
Coraggio amici… facciamo in modo che questo argomento sia uno dei prossimi presenti nell’edizione del 15 novembre.

2) REFUSI CARTACEI
Mario Adinolfi, tra le tante cose dette, punta l’indice contro i refusi presenti nell’editoriale. E’ una mia fissazione e chi mi legge lo sa. Certo, gli errori si notano molto di più sulla carta, ma non vedo perché non si debbano evitare anche nei blog. Sì - sento già bordate di fischi e di distinguo - il blog è uno strumento agile, veloce, a metà strada tra scrittura e parlato. E che c’entra? Il fatto è che molti blogger non commettono soltanto errori di battitura, bensì si fanno beffe della grammatica, dell’ortografia e della logica. Questa pratica nefasta è stata adottata – purtroppo – anche da alcuni giornali (Corsera, Repubblica). A coloro che dicono che una lingua è viva se si evolve rispondo che un errore è un errore, non un’evoluzione. E non venite a spiegarmi – Popper alla mano - che l’evoluzione è possibile soltanto grazie agli errori. Qui si parla di questioni meno complesse.

3) GNOCCA-CULO-TETTE
In uno dei vari commenti che ho letto veniva sollevata la seguente questione: ma la vogliamo mettere in copertina un po’ di gnocca, sennò come facciamo a vendere? Vorrei sommessamente far notare il fenomeno Letizia che – credo – non sia sfuggito a nessuno. Perché tirarsela tanto da alternativi, da impegnati, da pensosi osservatori del circo umano? Alzi la mano chi non guardi almeno una volta al giorno le foto di Letizia a cui faccio i miei complimenti per le scelte sempre competenti. Propongo di sdoganarla anche sulla carta. D’altro canto se lo fa Panorama e L’Espresso – di mettere i culi in prima pagina, voglio dire – lo potrà fare anche il Riformista, seppure sia un quotidiano meno ecumenico di quei settimanali lì. Cosa? Mancano foto per le femminucce? E provvedete no!

4) OI BARBAROI
Qualcuno dice: per rendere l’inserto più significativo apriamo le porte ai blogger delle altre piattaforme. Ai barbari, appunto (barbari nel senso greco del termine per carità di patria).
Proposta intelligente. Solo che le difficoltà per rendere leggibile un’edizione del genere sarebbero moltiplicate. Come fai a rendere sulla carta un universo intero dopo aver cercato di imbrigliare soltanto il sistema solare?

5) PROFILI
Sempre Mario Adinolfi propone di presentare i post con una breve introduzione dell’autore. Tipo: questo è “attentialcane”, mangia un paio di ossi al giorno, ringhia per scherzo e gli piacerebbe una cuccia più confortevole.
In alcuni autori (oddio che parola!) credo ci sia la volontà di proporsi, scorrazzare, arrivare, dimostrare. Ed è proprio questa la cifra dell’osservazione del buon Mario: guardate siamo qua, alcuni di noi sono pure dei bravi giornalisti.
Ma forse ho equivocato il senso. O no?

6) IL CARDINALE BELLARMINO E IL CANNOCCHIALE DI GALILEO
Uno dei motivi per i quali il cannocchiale di Galileo non poteva andare bene alla Santa Romana Chiesa era che la Verità della Natura doveva essere indagata senza mezzi. L’occhio umano, creato da Dio, era senz’altro migliore di qualsiasi altro marchingegno creato dall’uomo. Tutta questa materia – affascinante – è contenuta in un testo di Geymonat e in un altro di Feyerabend (anche in altri in verità, ma io conosco soltanto questi).
Adesso io dico: un inserto cartaceo difficilmente può essere un cannocchiale migliore di una piattaforma blog per rendere appieno la “verità” della blogosfera. Però, nell’ottica di una commistione di linguaggi e tenendo conto dei punti precedenti (la carta resta sempre la meta agognata di qualsiasi blogger), beh, allora non mi va di fare la parte del cardinale Bellarmino.
Ben venga l’inserto cartaceo e la prossima volta scegliete un pezzo mio un po’ più lungo, eccheccazzo!

Pubblicato il 26/10/2003 alle 12.6 nella rubrica De bloggeritate.

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