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W LA FICA

E' ormai qualche mese che Gerard Depardieu va girando l’Europa parlando di Sant’Agostino. Una decina di giorni fa è stato a Bologna e ha letto brani delle Confessioni nella Chiesa di Santa Lucia.
Il Vescovo di Ippona piace a Depardieu perché è stato uno scapestrato e, dice l’attore, “aveva notizia diretta delle passioni”. Prima di fare il santo infatti, ne combinò più di Carlo in Francia e questa cosa piace al popolo. Tanto che se qualcuno deve citare un motto spiritoso epperò anche culturalmente robusto, cita l’Agostino di dammi-castità-ma-non-subito (solitamente, dopo la citazione segue la risatina beffarda da libertino del circolo dopolavoristico, un po’ Calboni un po’ Lando Buzzanca).
Ma dicevamo di Depardieu. Che è un attore formidabile, seppure intellettualmente prevedibile.
Dichiara: “Non sono un praticante, io pratico vivendo(da un punto di vista agostiniano che vuol dire? Perché ti stiamo intervistando su S. Agostino no? Che significa “io pratico vivendo?”. Cose tipo: vaffanculo a tutte le chiese?)
E ancora: “Io non ho neanche studiato. Io vivo(a parte il fatto che qua si preferiscono i Pooh che urlano "Io sono vivo", anche gli stambecchi fanno così: vivono, mai aperto un libro. Insomma, non serve studiare per carpire il segreto profondo della vita? E – soprattutto – gli stambecchi l’hanno trovata la quadra?)
E infine: “Amo tutte le religioni; la mia è la vita col suo mistero”.
Che ti chiedi: ma, scapestrato com’è, avrà voluto dire vita o fica?

p.s. “libertino del circolo dopolavoristico” è un’immagine suggeritami da un recente 
commento dei Fratelli de Merode.

Pubblicato il 7/12/2005 alle 7.36 nella rubrica Diario.

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